Il Protocollo Sviluppo Trentino entra in una nuova fase. Con il Primo Atto Aggiuntivo approvato dalla Giunta provinciale il 25 maggio 2026, lo strumento allunga i tempi — le domande si possono presentare fino al 30 luglio 2027 — e apre una terza linea di finanziamento dedicata alla ricerca e all'innovazione, attiva dalle ore 12:00 del 30 giugno 2026. Per un'impresa che sta programmando un investimento in crescita, sostenibilità o R&D sul territorio, è una delle leve finanziarie più concrete disponibili oggi.
Che cos'è il Protocollo Sviluppo Trentino?
Il Protocollo Sviluppo Trentino è uno strumento promosso dalla Provincia autonoma di Trento insieme a Cassa del Trentino S.p.A., banche e confidi per facilitare l'accesso al credito delle imprese. Prevede tre linee di finanziamento — crescita dimensionale, transizione green, ricerca e innovazione — assistite da un contributo provinciale forfettario dell'1,50% che riduce il costo del debito.
Le tre linee di finanziamento
- Linea Crescita: operazioni di incremento dimensionale: acquisto di azienda o ramo d'azienda (anche nel passaggio generazionale), acquisto di quote o azioni, buy-out, fusioni per incorporazione;
- Linea Green: investimenti per la transizione ecologica, la tutela dell'ambiente, l'economia circolare e l'efficienza energetica;
- Linea Ricerca e Innovazione: investimenti in ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione tecnologica, di processo e organizzativa.
In tutti i casi il progetto non deve essere già finanziato o avviato: non devono esistere documenti di spesa precedenti alla domanda.
Cosa cambia nel 2026? La novità principale è la terza linea. Fino a maggio il Protocollo copriva la crescita dimensionale e la transizione green; ora si aggiunge la Linea Ricerca e Innovazione, dedicata ai progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione tecnologica, di processo e organizzativa, ai sensi della Legge provinciale 6/2023. In parallelo, il Primo Atto Aggiuntivo estende la durata dell'intero strumento: le domande, per tutte le linee, restano aperte fino al 30 luglio 2027. Più tempo per pianificare gli investimenti, senza la corsa a una scadenza ravvicinata.
Quanto vale il contributo?
L'impresa attiva il finanziamento presso una banca aderente e la Provincia interviene con un contributo forfettario dell'1,50%, calcolato sull'importo inizialmente mutuato. Il contributo è determinato entro un mutuo minimo di 50.000 e massimo di 500.000 euro, ferma restando la possibilità di attivare finanziamenti di importo diverso. I finanziamenti hanno durata da cinque a nove anni, con un anno di preammortamento, e sono assistiti dalla garanzia dei confidi. Il contributo è concesso in regime de minimis, il regime europeo che disciplina gli aiuti pubblici di importo contenuto.
Chi può accedere?
Possono accedere piccole e medie imprese, oltre alle grandi imprese se mid cap, ammissibili all'operatività del Fondo Centrale di Garanzia. Il requisito chiave: avere un'unità operativa attiva in provincia di Trento — quella in cui viene realizzata l'iniziativa — con un codice ATECO tra quelli previsti.
Attenzione! È un punto da leggere bene se arrivi da fuori: il Protocollo sostiene investimenti radicati sul territorio, non è un incentivo pensato per chi non ha ancora una presenza in Trentino. Ma per un'azienda che sta strutturando il proprio insediamento, è lo strumento che accompagna il passo successivo.
Come fare domanda
Le domande si presentano online sulla piattaforma dedicata della Provincia, con accesso SPID. Ogni impresa può presentare una sola domanda di attivazione. Per assistenza sulla procedura o sugli aspetti normativi è attivo il numero verde 800.196.977, dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 17:00.
Per i dettagli, i requisiti e la modulistica, consulta la pagina ufficiale del Protocollo Sviluppo Trentino sul sito della Provincia autonoma di Trento oppure la sezione FAQ.
Perché interessa a chi investe in Trentino
Il Protocollo tiene insieme tre elementi che di solito viaggiano separati: politiche pubbliche, credito bancario e obiettivi industriali. Riduce il costo del capitale su operazioni che pesano — una crescita per acquisizione, un piano di efficientamento energetico, un progetto di ricerca — dentro un sistema territoriale coordinato tra Provincia autonoma di Trento, Cassa del Trentino, banche del territorio e confidi. Per chi valuta dove far crescere la propria impresa, è un segnale di come lavora il Trentino: strumenti concreti e misurabili.